“Immagina che un vicino bussi alla porta e ti chieda educatamente se puoi dargli dello zucchero. Con un sorriso, vai a prendere il barattolone in cucina, torni alla porta di ingresso dove lui aspetta e riempi la tazza che lui tiene in mano di candido saccarosio. Quello ti guarda con espressione neutra, si volta e rientra a casa sua. Non ha detto una parola dopo che gli hai dato il tuo prezioso zucchero. Niente. Che sentimenti provi per uno che fa così? Come minimo pensi che la prossima volta col cavolo che gli dai lo zucchero…”

Che dire grazie sia molto importante quando ci fanno un regalo ce lo insegnano fin da piccoli. Eppure, qualcuno se lo dimentica nel corso degli anni.
Ma per fare bene il lavoro del fundraiser, il ringraziare è una delle tre chiavi di volta del rapporto con i donatori, insieme al chiedere e all’informare.
Se non ci si prodiga nel fare il meglio possibile tutte e tre queste cose, i donatori, prima o dopo, si perdono.

Il ringraziamento come scusa per parlare

Quando si riceve sostegno bisogna muoversi subito (entro 24-48 ore) a dimostrare di averlo ottenuto e usato con efficacia. È anche necessario far capire al donatore che lui è importante e il suo contributo ha un grande peso.

Però è anche possibile ringraziare molto a posteriori del dono e questa è una scusa eccezionale per riaccendere sentimenti positivi nei vostri confronti.
Ricordatevi questo:

Maya Angelou

Al vostro donatore farà sempre piacere che vi ricordiate di lui, che lo pensiate con affetto e gratitudine.
Non solo: quella bella sensazione di pienezza resterà impressa anche nella sua memoria, sempre!


Pensando al proprio patrimonio di amici, tutti hanno due figure in mente:

  • il vecchio amico, che chiama per sapere come stai, come sta la mamma, presente anche nelle situazioni difficili e pronto a dare una mano per come può
  • l’amico che, pur affezionato per qualche storia del passato, si fa sentire soltanto quando deve fare un trasloco e ha bisogno di una mano

Nel fundraising bisogna essere la prima figura, quindi non farsi sentire soltanto spedendo un biglietto di richieste a Natale e tanti saluti. Ãˆ fondamentale essere amici veri, non solo perché è più bello il rapporto con i donatori, ma anche perché rende di più.
Un importante fundraiser italiano ha dimostrato che mandare una cartolina scritta a mano ai donatori del suo database, senza chiedere niente ma semplicemente ringraziando dell’aiuto già dato, aumenta le donazioni erogate fino al 70%. Con quella cartolina si dimostra che il donatore non è un elemento da spremere, quanto piuttosto un sincero amico, che si stima.

Anche i dati sono un regalo

Ogni volta che qualcuno dona denaro o tempo occorre ringraziarlo.
Però ci sono altri casi in cui è utile far sentire che si dà importanza a ciò che il donatore fa per noi.
Se qualcuno si iscrive alla nostra newsletter, per esempio, vuol dire che dimostra un interesse verso quanto diciamo tale da fargli dare la sua email.
Questo è importante e va sottolineato: noi apprezziamo questo fatto!

Guardate la differenza fra queste due pagine:

landing page esempio
landing page non profit

Sono entrambe diretta conseguenza dell’iscrizione alla newsletter di due importanti non profit.

Nel primo caso Ã¨ un servizio esterno che parla. Sarà efficiente, magari, ma di sicuro non è l’organizzazione che ti accoglie, quanto un robot che ti sta facendo un check. Ti mette davanti un bel messaggio sospettoso e tanti saluti. Quante occasioni perse!

Nel secondo caso Ã¨ tutto diverso:

  • Per quanto semplice, è una pagina interna al sito, quindi all’associazione
  • Ringrazia apertamente e non chiede altre operazioni
  • Però propone delle altre possibilità: seguici su Facebook o Twitter

Abbiamo fatto dell’iscrizione alla newsletter l’inizio di una splendida amicizia. Non la fine di un percorso per ottenere un email.

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